Grappe trentine, sucesso all’Acquaviti d’oro 2010

18 riconoscimenti su 82 in totale. Basterebbe questo a spiegare il successo che le grappe del Trentino hanno riscosso nell’ultima edizione del concorso nazionale promosso dall’Anag, Acquaviti d’oro 2010. Oltre il 20% dei distillati premiati insomma è rappresentato dalle grappe del Trentino che in tutto hanno raccolto 11 medaglie d’oro, 6 d’argento e un Best Gold per la categoria “grappe giovani aromatiche”.  «Un successo che è il risultato dell’intensa attività di ricerca della qualità da parte dell’Istituto – spiega il presidente dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino, Beppe Bertagnolli – e che conferma da un lato il forte impegno dei nostri produttori a cercare prodotti sempre più in linea con standard qualitativi che ormai sempre di più sono consolidati, dall’altro l’interesse sempre crescente sui nostri prodotti segno evidente che anche il consumatore si sta avvicinando in maniera sempre più consapevole alla grappa».
 
Esperti
– I giudizi espressi dagli 86 esperti assaggiatori ANAG, provenienti da tutte le Regioni d’Italia, sono stati sottoposti ad una attenta verifica dei dati attraverso più metodi analitici e di controllo dei risultati. Anche gli stessi assaggiatori sono stati sottoposti ad un controllo tale da verificare la loro attendibilità, la coerenza del loro giudizi e la risposta rispetto al gruppo. Dall’esito di questa verifica ne è uscito un quadro che conferma l’elevata professionalità e preparazione dei giudici ANAG intervenuti nel 5° concorso internazionale “Acquaviti d’Oro”.
 
Tradizione – Da considerare che la maggior parte delle grappe premiate provengono da piccole distillerie che fanno della tradizione trentina il loro cavallo di battaglia.  Oltre alla qualità della materia prima a distinguere il prodotto del Trentino è infatti proprio la tradizione che da tempo ha portato i distillatori a non guardare alla quantità, ma alla qualità attraverso l’impiego del sistema  trentino “bagnomaria” che consente di riscaldare le vinaccia in modo indiretto.   Si utilizzano alambicchi discontinui caricando nella cucurbita (il paiolo) la vinaccia insieme ad acqua e proprio qui sarà riscaldata lentamente. Fu proprio un trentino a progettare questo tipo di alambicco, Tullio Zadra. Oggi quello del “bagnomaria” è il sistema più utilizzato in Trentino perché nonostante sia più costoso e più impegnativo a livello di lavorazione, esalta la morbidezza e rende migliori profumi e aromi delle grappe.
 
Mercato -Intanto arrivano buone notizie anche sul fronte del mercato dove si parla di crescita delle richieste da registrare già nei primi 6 mesi dell’anno. Dati quindi che confermano l’importanza della grappa del Trentino la cui produzione annua di grappa rappresenta circa il 10% di quella nazionale, vale a dire circa 4 milioni di bottiglie equivalenti (da 70 centilitri). Nel 2009 sono stati prodotti in Trentino circa 10mila ettanidri di grappa distillando 16mila tonnellate di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (40% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 35%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino è calcolato intorno ai 15milioni di euro per l’imbottigliato e 2milioni di euro per quanto riguarda la materia prima.
 
Promozione – L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino è nato nel 1960 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 29 soci dei quali 21 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine e qualità: il tridente con la scritta “Trentino Grappa”.
 

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