Agli italiani piace la carne. Agriumbria: tornano a crescere i consumi di qualità, +0,4% in volume e +3,2% spesa

Nei primi nove mesi del 2018, i consumi di carne bovina fresca sono cresciuti dello 0,4% dei volumi acquistati rispetto allo scorso anno, con un aumento ben più consistente livello di spesa: +3,2%. Crescono del 1,4% le famiglie acquirenti e gli atti d’acquisto (+0,8%), soprattutto di quelli in promozione (+2,8%) che sono il 39% degli acquisti complessivi. È quanto emerge dal rapporto sui consumi di carni di qualità in Italia dell’Osservatorio Permanente sul Consumo Carni promosso da Agriumbria che ha elaborato i dati di Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) e Nielsen Consumer Panel. «Prosegue l’attività permanente dell’Osservatorio sul consumo nazionale di carne di qualità ormai vivo da tre anni: un vero e proprio rapporto sugli allevamenti e le tendenze dei consumatori nei confronti della carne certificata e di qualità che è poi il core business di Agriumbria che vuole essere il punto di riferimento del mondo agricolo dell’Italia centrale non poteva non dedicare una vetrina e uno studio a questo segmento», commenta Lazzaro Bogliari, presidente di Umbriafiere che dal 29 al 31 marzo organizza la 51esima edizione di Agriumbria, l’appuntamento dedicato al mondo dell’agricoltura a 360 gradi con focus, dimostrazioni e concorsi su zootecnia, meccanizzazione e altro ancora.

Gli italiani preferiscono le Igp: bene le carni bovine, calano conigli e ovicaprini. Stabili i suini. Nel periodo preso in esame dall’Osservatorio, sono state vendute, esclusivamente per uso domestico, oltre 565mila tonnellate di carne di cui oltre 200mila di carne bovina (35% del totale). La spesa complessiva per l’acquisto di carni nei primi otto mesi ha superato i 5 miliardi, mettendo a segno un incremento del 3,1% rispetto alla spesa dell’analogo periodo del 2017. Sostanzialmente stabili i consumi di carne di maiale dove si registra un +1.6% a valore e un -0,8% in quantità, calano i consumi delle carni minori (cunicola e ovicaprina) per le quali le perdite sono costanti ed importanti. In particolare le carni cunicole hanno registrato in calo del 4,6% in valore e del 7,9% in volume, le ovicaprine un -4,4% in valore e -4,3% in volume. Crescono le carni avicole con un +4,7% in valore e +0,4% in volume. «Non è un caso – continua Bogliari – che se da un lato calano i capi allevati in genere, dall’altro aumentino quelli riferite alle Igp, come per esempio il Vitellone Bianco che proprio ad Agriumbria, grazie alle associazioni di categoria, ha saputo da anni trovare una vetrina non solo a livello di incontro domanda-offerta, ma di mercato, mi risulta infatti che grazie a nostri incontri B2B siano stati molti gli allevatori che si sono aperti un mercato all’estero».

Cresce il consumo nella Ue. Secondo i dati di macellazione dei singoli Paesi Membri, in Europa, la produzione di carne risulta in aumento rispetto allo scorso anno del 2,3% grazie agli incrementi registrati in tutti i principali Paesi. In particolar modo continua a crescere la produzione di Polonia, Francia e Regno Unito. Anche in Italia la produzione è in aumento (+4% i volumi comunicati ad Eurostat nei primi 7 mesi) e a giudicare dai dati sembra che a contribuire siano stati soprattutto i capi del circuito latte.

In calo l’import carne fresca (-1,3%), vola quella congelata (+24,6%) Sebbene a luglio le importazioni di carne bovina fresca abbiano registrato un incremento del 9% rispetto a luglio 2017 per il calo dei listini delle carni europee, l’import ha registrato un calo dell’1,3%, mentre le importazioni di carne congelata sono aumentate del 24,6%.

Chi sono i fornitori di carne dell’Italia. Tra i maggiori fornitori di carne bovina, sono aumentati i volumi in arrivo da Irlanda, Danimarca, Argentina e Francia, tutte con elevati prezzi all’import. Sono diminuiti, invece, gli arrivi di carni da Polonia, Paesi Bassi, Germania, (che rimangono tuttavia da soli fornitori di quasi la metà delle carni importate). In crescita anche gli acquisti da Stati Uniti (+27%) e Australia (+64%).

La tecnologia entra negli allevamenti. Cresce l’interesse per l’applicazione delle tecnologie Blockchain e Distributed Ledger nella filiera alimentare. Secondo una ricerca dell’Osservatorio Smart Agrifood della School of Management del Politecnico di Milano e del Laboratorio RISE (Research & Innovation for Smart Enterprises) dell’Università degli Studi di Brescia, sono 42 i progetti internazionali e italiani mappati dal 2016 al 2018, più che raddoppiati nell’ultimo anno.

Stop alle bufale sulla carne. Per tutelare e difendere l’immagine del settore e di tutta la filiera dalle notizie false o tendenziose, è stata costituita l’associazione “O.I. Carne Bovina-OICB”, su iniziativa di Assograssi, Fiesa-Confesercenti, Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e Uniceb. La neo costituita “O.I. Carne Bovina-OICB” intende ribadire che, se consumata all’interno di una sana e corretta dieta alimentare, la carne permette di restare in salute, sviluppare le attività cerebrali, contribuire alla crescita scheletrica e muscolare e, infine, incrementare la fertilità.

Agriumbria. Da oltre mezzo secolo Agriumbria, la mostra nazionale dell’agricoltura, zootecnia e alimentazione, rappresenta l’agricoltura italiana di qualità. Con questi stessi presupposti si prepara per la 51esima edizione in programma dal 29 al 31 marzo 2019, nei padiglioni di Umbriafiere, a Bastia Umbra (Pg), con un programma sempre più indirizzato alle esigenze degli imprenditori di un settore in continua evoluzione e crescita costante.In vetrina le migliori tecnologie e attrezzature per l’agricoltura, le rassegne zootecniche e i tanti argomenti di attualità che saranno alla base di un momento di confronto tra offerta, domanda e mondo scientifico di un comparto che è in continuo divenire. Presentata questa mattina a Bologna, nel corso di Eima, la fiera continua a crescere e a investire in miglioramento. “Amare la terra, amare la vita” è lo slogan scelto per questa nuova edizione.

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