Coltivazione della canapa. Imposte dirette edaliquote Iva all’esame dell’Agenzia delle entrate

A rispondere ad un quesito posto da un impren-ditore che coltiva canapa non è stata l’Agenzia nazionale ma vista l’autorevolezza della di-rezione regionale che si è pro-nunciata, riteniamo opportuno riprenderlo in queste pagine.I quesiti ai quali a Direzione regionale ha dato risposta ri-guardano l’imponibilità Irpef di alcuni prodotti ottenuti dalla manipolazione o dalla trasfor-mazione della canapa e l’ali-quota IVA delle infiorescenze essiccate, dell’olio, dei panelli e della farina di canapa. Per la produzione dell’ infiorescenze di canapa essiccata e dell’olio di canapa, le imposte dirette dovranno essere determinate su base catastale (reddito agra-rio), essendo gli stessi prodotti riconducibili nell’ambito dei prodotti agricoli elencati nello specifico Decreto Ministeriale pubblicato con cadenza (più o meno) biennale, pur se assog-gettati ad una manipolazione il primo, una trasformazione il secondo, del prodotto base, la canapa. La Direzione regionale giunge ad una diversa conclu-sione per la cessione dei panelli e della farina. Anche se deriva-no dalla trasformazione della canapa, questi beni non sono elencati nel Decreto ministe-riale sopra citato.L’imprenditore dovrà quindi determinare le imposte dirette sul 15% dei ricavi ottenuti dalla cessione dei pannelli e farine, oppure secondo i modi ordina-ri, ricavi meno costi, se lo ritie-ne più conveniente.Quanto alle aliquote IVA, per la cessione di olio di canapa, dei pannelli e della farina, l’ali-quota IVA da applicare è il 10%, senza percentuali di compen-sazione per chi è in regime spe-ciale agricolo IVA. Per l’infio-rescenza essiccata deve essere applicata l’aliquota IVA al 22%, anche in questo caso senza possibilità di usare la percen-tuale di compensazione per il produttore in regime speciale agricolo IVA. Corrado Franci – Dimensione Agricoltura