Zootecnia. Copagri, Assessore Brescia ritiri le calunnie contro gli allevatori lombardi

MILANO – “Riteniamo offensiva e del tutto inaccettabile la dura e immotivata presa di posizione dell’assessore alle politiche giovanili, pari opportunità e tempi della città di Brescia Roberta Morelli, che in alcune gravissime e irresponsabili esternazioni, pur effettuate in un contesto non pubblico, ha messo in cattiva luce il grande lavoro portato avanti dalle centinaia di allevatori che contribuiscono a dare lustro all’immagine dell’agroalimentare bresciano e lombardo, nonché di una intera categoria di fondamentale importanza per l’economia del Paese”. Lo afferma il presidente della Copagri Lombardia Roberto Cavaliere a proposito di alcune esternazioni sulle causa dell’inquinamento atmosferico di Brescia.

“Nel ricordare all’esponente delle istituzioni locali che il territorio bresciano costituisce la prima provincia agricola d’Italia, siamo a chiedere una pronta e ferma smentita dalla diretta interessata e dal sindaco di Brescia Emilio Del Bono, al quale chiediamo di prendere rapidamente le distanza da prese di posizione lesive della dignità di una categoria intera”, rimarca Cavaliere.

“Tali esternazioni – aggiunge il presidente della Copagri Brescia Alessandro Baronchelli – risultano ancora più gravi e sgradevoli in quanto rilasciate da un rappresentante delle istituzioni locali che per di più si occupa delle politiche legate ai giovani e alle future generazioni, alle quali dobbiamo invece guardare per assicurare un futuro a un comparto al quale la provincia bresciana è storicamente vocata”.

“Ricordiamo, inoltre, a tal proposito, che tutti gli allevamenti, come anche quelli intensivi, sono sottoposti da decenni a rigidi controlli, con le quali le autorità preposte si assicurano regolarmente che questi assolvano a tutti i loro gravosi impegni, anche in materia ambientale; impegni che costituiscono a tutti gli effetti dei prerequisiti irrinunciabili per l’ottenimento di apposite certificazioni, a loro volta imprescindibili per l’attività stessa dell’azienda zootecnia”, rimarca Baronchelli.

“Basti pensare – evidenziano i due presidenti – che durante la pandemia, nella quale tutte le attività si sono fermate ad eccezione di quelle legate ai cicli naturali, la situazione dell’inquinamento è drasticamente migliorata; secondo recenti studi dell’Agenzia americana per l’ambiente, inoltre, le attività del primario comportano sia la produzione di gas serra che il loro assorbimento, in quantità superiori alle emissioni, facendo sì che agricoltura e zootecnia concorrano a contrastare l’effetto serra anziché contribuirvi”.

“Proprio gli allevatori, poi, sono i primi ad avere a cuore il benessere animale e la salute dell’ambiente, dal quale dipende il loro lavoro e il loro sostentamento; additarli quindi come cause di situazioni che scontano quotidianamente sulla propria pelle appare del tutto irresponsabile, nonché pretestuoso e fuori luogo”, concludono Cavaliere e Baronchelli.

 

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