Spagna. Il Governo stanzia 660 milioni di euro di aiuti diretti per indennizzare agricoltori l’aumento del prezzo di carburanti e fertilizzanti

ROMA – Agricoltori, allevatori e pescatori stanno affrontando un aumento senza precedenti dei prezzi dell’energia, sottolinea il governo spagnolo.

Per questo motivo sono stati attivati ​​sussidi per 300 milioni di euro per mitigare l’aumento del prezzo dei fertilizzanti, 240 milioni di euro per mitigare l’aumento del prezzo del gasolio agricolo e 120 milioni di euro per mitigare l’aumento del carburante per la pesca.

Inoltre, viene prorogata per altri 6 mesi l’esenzione dalle tasse di pesca, il che comporterà un risparmio di circa 500 mila euro per il settore

Inoltre, tramite il Ministero delle finanze e della funzione pubblica, viene riscossa una riduzione temporanea, per 6 mesi, dell’IVA su alcuni alimenti

Il Governo stanzierà aiuti diretti per 660 milioni di euro affinché agricoltori, allevatori e pescatori possano far fronte all’aumento dei prezzi dell’energia, a seguito della guerra russa in Ucraina, che ha causato maggiori costi di produzione a causa dell’aumento dei prezzi dei fertilizzanti e dei prodotti agricoli e diesel da pesca.

Tali misure si inseriscono nel quadro del regio decreto-legge sulle misure per affrontare le conseguenze economiche e sociali della guerra in Ucraina e per sostenere la ricostruzione dell’isola della Palma e altre situazioni di vulnerabilità, che include anche il riferimento a un riduzione temporanea dell’IVA su alcuni alimenti.

Fertilizzanti

Nel caso dei fertilizzanti, circa 300.000 agricoltori beneficeranno di aiuti diretti, con un budget di 300 milioni di euro. Questo contributo sarà concesso per ettaro, fino a un massimo di 300, e sarà di 22 euro per ettaro nel caso di terreno asciutto e di 55 euro per terreno irrigato.

I fertilizzanti rappresentano l’8% dei consumi intermedi del settore agricolo e il loro prezzo medio è aumentato dell’80% tra settembre 2021 e settembre 2022. Per questo motivo, il Governo ritiene necessario consentire aiuti per far fronte a questo aumento dei costi e che incidono sulla redditività delle imprese agricole.

Combustibili per agricoltura e pesca

Agricoltori, allevatori e pescatori continueranno a contare sull’aiuto di 20 centesimi di euro per litro di gasolio. Il prezzo elevato di questo combustibile ha influito sulla redditività delle aziende agricole e dei pescatori.

L’aiuto sarà concesso a quegli agricoltori che esercitano il diritto al rimborso delle rate dell’Imposta Speciale sugli Idrocarburi (IEH) versate o sostenute in occasione dell’acquisto di gasolio agricolo.

L’agevolazione sarà di 20 centesimi per litro di gasolio consumato e si prenderà come riferimento il consumo destinato esclusivamente all’uso agricolo effettuato nel 2022, in quanto è l’ultimo anno a dati chiusi.

L’importo dell’agevolazione sarà corrisposto dall’Agenzia delle Entrate dello Stato, con la stessa procedura attraverso la quale avviene il rimborso parziale dell’Imposta Speciale Idrocarburi. L’aiuto si considererà richiesto con la presentazione della domanda di rimborso dell’Imposta sugli Idrocarburi per il gasolio utilizzato in agricoltura e allevamento, secondo quanto previsto dall’Ordinanza EHA/993/2010, del 21 aprile a partire dal 1 aprile 2023 .

Circa 120.000 agricoltori e allevatori richiedono questo rimborso ogni anno, anche se si prevede che il numero che alla fine beneficerà di questo aiuto, calcolato in 240 milioni di euro, sarà più alto. Il reso può essere richiesto dal 1 aprile 2023.

Nel caso del settore della pesca, il Ministero dell’agricoltura, della pesca e dell’alimentazione, con un budget di 120 milioni di euro, concederà aiuti diretti basati sul consumo stimato di gasolio della nave per coprire i costi aggiuntivi derivanti dall’aumento del carburante costi di ogni impresa di pesca.

La stima è effettuata sulla base dei dati sul consumo di gasolio della flotta peschereccia dell’ultima Indagine economica sulla pesca marittima. Il ministero stima che un totale di 8.900 pescherecci beneficeranno di questa misura. Il costo del carburante rappresenta circa il 30% dei costi di produzione in questo settore.

D’altra parte, il settore beneficia anche, per altri sei mesi, dell’esenzione dai canoni di pesca, che comporterà un risparmio di circa 500.000 euro per il settore.

Riduzione dell’IVA su alcuni alimenti di base

Per quanto riguarda l’imposta sul valore aggiunto (IVA) di alcuni alimenti, temporaneamente, dal 1 gennaio 2023 e fino al 30 giugno 2023, il Ministero delle finanze e della funzione pubblica stabilisce alcune riduzioni che sono dettagliate di seguito.

Così, i seguenti alimenti vanno dal 4 allo 0% di IVA: pane comune, nonché pasta di pane comune surgelata e pane comune surgelato destinati esclusivamente alla panificazione; farine per panificazione; le seguenti tipologie di latte prodotto da qualsiasi specie animale: naturale, certificato, pastorizzato, concentrato, scremato, sterilizzato, UHT, evaporato e in polvere; i formaggi; le uova; così come frutta, verdura, legumi, tuberi e cereali, che hanno lo status di prodotti naturali o freschi.

Inoltre, verrà applicata l’aliquota IVA del 5% (attualmente è al 10%) agli oli di oliva e di semi e alla pasta.

Questa riduzione dell’aliquota fiscale andrà a pieno vantaggio del consumatore. Ciò significa che l’importo della riduzione non può essere utilizzato in tutto o in parte per aumentare il margine di profitto aziendale. I settori interessati possono, per responsabilità sociale, assumere altri impegni aggiuntivi che comportano una diminuzione dei prezzi del paniere.

Altre misure

Le misure adottate, sia nella normativa precedente che in quella attuale, avranno un effetto di medio termine sull’ammortizzazione dei prezzi finali degli alimenti per i consumatori. Nonostante l’inflazione alimentare in Spagna sia al di sotto della media comunitaria, l’aumento dei prezzi del paniere della spesa sta colpendo alcune famiglie, soprattutto quelle con minor potere d’acquisto. Pertanto, il governo concederà aiuti di 200 euro per oltre 4,2 milioni di famiglie con redditi fino a 27.000 euro per compensare l’aumento dei prezzi alimentari.

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