Sardegna. Copagri, la manovra arriva in ritardo in Giunta e penalizza l’agricoltura sarda

SESTU (CA) – “Con cronico ritardo, entrando così in regime di esercizio provvisorio considerato che le norme regionali stabiliscono che la manovra finanziaria sia approvata Giunta regionale entro il 30 settembre di ogni anno per essere successivamente trasmessa al Consiglio per il suo esame ed approvazione entro il 31 dicembre, la Legge di bilancio 2023 è approdata in Commissione consiliare programmazione e bilancio ed è stata dalla stessa rapidamente esaminata in attesa del passaggio in aula”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Sardegna Giuseppe Patteri, lamentando il fortissimo ritardo col quale, per l’ennesima volta, è iniziato l’esame della manovra regionale.

“Come se non bastasse – aggiunge Patteri – nonostante la manovra rechi in dote una dotazione finanziaria di circa 10,75 miliardi, con un incremento di quasi 500 milioni sullo scorso anno, l’agricoltura di questo non beneficia; esaminando nel dettaglio i capitoli di spesa destinati all’agricoltura, infatti, emerge che al primario vengono destinati appena 252,5 milioni di euro e che, inoltre, i finanziamenti destinati direttamente o indirettamente alle imprese agricole ammontano a poco più dell’1% della dotazione complessiva, risorse insufficienti a dare una svolta a un comparto in sofferenza, che non cresce da lunghi anni mantenendo il valore della produzione regionale a 1,5 miliardi, pari al fatturato di una media azienda agroindustriale”.

“Aldilà di alcune misure, ormai consolidate, destinate al sostegno delle OP, all’acquisto dei riproduttori bovini da carne e al credito, non si registra il recepimento di alcuna delle proposte avanzate dalla Copagri in occasione del confronto con l’assessore regionale alla programmazione e al bilancio Giuseppe Fasolino”, osserva il direttore della Copagri Sardegna Pietro Tandeddu, ricordando che “si trattava di misure concrete volte all’incremento del finanziamento attualmente disponibile nella programmazione UE 2023-27 per il Complemento di Sviluppo Rurale regionale per un importo tale da riportare l’entità della spesa al livello della passata programmazione, all’estensione del principio di ‘multifunzionalità agricola’ con la destinazione di 10 milioni per la salvaguardia e la tutela del territorio con il coinvolgimento dei produttori agricoli, all’avvio di un programma di valorizzazione delle terre pubbliche, alla previsione di una nuova ‘Legge di Orientamento’ regionale sull’agricoltura e all’istituzione di un osservatorio economico sul comparto”.

“Auspichiamo un ripensamento da parte di Giunta e Consiglio contando, oltre che sull’accoglimento delle proposte avanzate, sulla copertura del fabbisogno accertato delle 328 pratiche rimaste fuori dal bando 2020 riservato ai contratti di filiera della cerealicoltura, alla rapida spendita delle risorse già stanziate per il ristoro di diversi comparti colpiti dalle negative conseguenze del Covid, del conflitto russo-ucraino o da recenti crisi di mercato come la carcioficoltura, a una riformulazione, funzionale a una accelerazione della spesa, della norma contenuta nel DdL collegato alla legge di stabilità e destinata agli altri comparti esclusi dalle precedenti norme di ristoro”, conclude Patteri.

 

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