mercoledì 26 settembre 2018

Contributi comunitari. Confeuro: «I tagli creano danni ai giovani agricoltori»

«Il futuro del comparto agroalimentare – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – è legato a doppio filo alla capacità del primario di intercettare l’interesse degli under 40». A confermare le occasioni che possono derivare dal successo di questo percorso esistono numerosi dati emersi in questi anni, tra i quali anche i più recenti elaborati dall’istituto di ricerca Swg.

10economia.jpgCambio generazionale «Naturalmente – continua Tiso –, come evidenziato proprio da quest’ultima ricerca, l’interesse dei giovani verso il primario ha caratteristiche diverse rispetto al passato e contempla la possibilità di utilizzare le nuove tecnologie e la multifunzionalità del settore». Per riuscire a rendere questa tendenza una vera e propria linea strategica, prosegue Tiso, «è necessario non limitarsi, come ad esempio è previsto dalla legge di bilancio per il 2018, a degli sgravi contributivi o a degli sconti fiscali, ma agire con delle politiche nazionali e internazionali che si adoperino per fornire delle attività di sostegno a queste generazioni, tra le quali l’affiancamento nella realizzazione di analisi di mercato e nella realizzazione di business plan. Tra gli elementi che devono far parte di questo grande processo di ricambio generazionale – prosegue Tiso – c’è anche l’esigenza di sostegni economici, che per quanto non sufficienti, siano quantomeno certi. Infatti, nell’attesa di conoscere le argomentazioni di Agea sui rischi, paventati a mezzo stampa, di perdere oltre mezzo miliardo di aiuti comunitari Pac, sentiamo l’esigenza di rimarcare la gravità della sola ipotesi che questo possa accadere».
«Come Confeuro – conclude Tiso – continuiamo a sostenere con forza l’esigenza di ridisegnare il mondo agricolo sulla base della necessità di intercettare i tanti giovani interessati al settore, e quindi l’urgenza di ragionare, non con gli schemi del passato, ma con i paradigmi del presente».



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