Il tartufo d’Italia e d’Europa va per la sua strada

“Quattro week end’ per conoscere e scoprire la prima Strada del Tartufo d’ Italia e d’Europa hanno fatto tappa a Sansepolcro, Gubbio,  Città di Castello, Bagno di Romagna, Sarsina, Urbino e Sant’Angelo in Vado.
Quattro appuntamenti organizzati dal Patto Territoriale dell’Appennino Centrale a cavallo di 4 regioni: Emilia Romagna, Toscana, Marche e Umbria e attraverso undici Comunità montane dell’Appennino Centrale delle quattro province di Forlì Cesena, Arezzo, Perugia e Pesaro Urbino al fine di guidare il visitatore alla conoscenza del tubero, facendogli scoprire i luoghi dove ha origine, i paesi dove viene commercializzato e valorizzato.
All’invito profumato ed accattivante del prezioso tubero hanno aderito giornalisti di media nazionali, che professionalmente accompagnati da operatori turistici locali hanno visitato cittadine e degustato le prelibatezze di territori ricchi di paesaggi di incontaminata bellezza, autentici tesori d’arte, ambienti suggestivi e piccoli musei ricchi di intenso fascino architettonico
“Da qui è nata l’idea di mettere in piedi ‘La Strada del Tartufo’, un percorso virtuoso che si snoda e si sviluppa lungo le vallate e le città dell’Appennino – dice Roberto Rossi, presidente del Patto Territoriale dell’Appennino Centrale – un progetto di sviluppo che vede coinvolte quattro regioni, l’Emilia-Romagna, le Marche, la Toscana e l’Umbria, che si pone l’obiettivo di vivere e approfondire i territori delle 11 Comunità Montane del Patto in un’ottica di sistema di eccellenze: il tartufo, la natura tranquilla e suggestiva, le città e i borghi con i loro tesori nascosti, l’artigianato di qualità, le tradizioni, il folklore, la gastronomia ed i sapori genuini e raffinati”.
Un’area vasta dove convivono gli aromi delle singole tipicità di tartufo e dove il percorso fisico della Strada diviene occasione di piacere e di scoperta, rispondendo alle ragioni di viaggio di chi è alla ricerca di itinerari insoliti e nuovi, ma soprattutto per chi ama l’arte e la storia di un territorio denso di testimonianze.
Una Strada, quella del tartufo, percorribile in ogni tempo e in ogni stagione, perchè il tartufo nell’Appennino è di casa e si offre, generoso, tutto l’anno. Il “tuber magnatum pico” o tartufo bianco che matura già ad ottobre cede il passo a dicembre al nero pregiato e poi nel passaggio primaverile al nero d’inverno, al moscato e al bianchetto, mentre la stagione calda dell’Appennino è dominata dal tartufo estivo e dalla rarità del nero liscio, che arretrano in autunno con l’avvento dell’uncinato e del nero ordinario nel mese di dicembre.

Claudio Zeni