Olivicoltura, in campo una strategia nazionale per il rilancio

Varata dal Mipaaf una strategia nazionale per il rilancio dell’olivicoltura.Si è tenuta ieri, alla sede del Ministero di via XX Settembre, una riunione del tavolo di filiera olivicolo-oleario con i rappresentanti delle organizzazioni agricole, dei produttori, dell’industria di trasformazione e della commercializzazione.
Nel corso dell’incontro, a cui ha partecipato il Ministro Maurizio Martina, è stato fatto il punto sulla situazione dell’olivicoltura italiana e sono state discusse le misure per migliorare la competitività del settore.

La strategia di intervento proposta dal Mipaaf si orienta in 4 direzioni:
–     Interventi sulla struttura produttiva per elevare la capacità di produzione della singola azienda e quella nazionale complessiva;
–     Qualificazione del prodotto per tutelare e promuovere la qualità del prodotto italiano e favorirne il posizionamento sui mercati anche internazionali;
–     Miglioramento della strutturazione di filiera: per raggiungere una più elevata redditività c’è bisogno di una filiera coesa, con relazioni interne  che funzionano. Sia a livello orizzontale (offerta) che a livello verticale (relazioni contrattuali);
–     Una più efficace politica di comunicazione: introdurre elementi innovativi e cogliere le opportunità che offrirà l’Expo di Milano 2015.

Settore strategico – “L’olio è un settore strategico per l’agroalimentare italiano e – ha spiegato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina – per questo abbiamo proposto alla filiera un piano articolato di azioni di breve e lungo periodo. Abbiamo vissuto un’annata complicata e per questo già nelle prossime ore metteremo in campo con le regioni una serie di azioni che abbiano effetto nell’immediato. Nella ripartizione degli aiuti accoppiati abbiamo già stanziato oltre 70 milioni di euro all’anno per l’olivicoltura, ma vogliamo intervenire anche con i fondi di sviluppo rurale, già dalla prossima primavera. Alla filiera abbiamo proposto 4 linee di intervento con un filo conduttore fondamentale che deve essere il miglioramento dei rapporti tra i vari settori coinvolti, insieme a un forte lavoro sull’aggregazione dell’offerta. Ci sarà molto da fare anche sul fronte della promozione del prodotto e sfrutteremo l’occasione di Expo anche in questo senso”.

Cia: "Agire subito mettendo in campo risorse e sinergie di filiera" –  Una strategia nazionale per il rilancio del settore olivicolo deve necessariamente puntare sull’ammodernamento aziendale, il miglioramento della qualità, la ristrutturazione della filiera attraverso le organizzazioni di produttori e l’organismo interprofessionale e la promozione come “sistema Italia”. Lo ha chiesto la Cia-Confederazione italiana agricoltori intervenendo al Tavolo di filiera olivicola riunitosi ieri al Mipaaf alla presenza del ministro Maurizio Martina. Gli assi di intervento strategici proposti dal ministero per la ripresa del comparto vanno nella direzione da noi auspicata -sottolinea la Cia-. Ora è necessario che il nuovo piano nazionale sull’olio illustrato nel corso dell’incontro e condiviso da tutta la filiera si tramuti in azioni concrete con risorse adeguate. In questo senso, è imprescindibile una collaborazione con le Regioni per garantire un quadro di interventi coerenti sul territorio nazionale tramite i Piani di sviluppo rurale. Il settore olivicolo deve superare una crisi strutturale, aggravata quest’anno da un crollo netto della produzione generato da un andamento climatico anomalo che ha favorito il diffondersi di fitopatie come la mosca olearia -ricorda la Cia-. Per questo motivo non si può trascurare la variabile tempo e attendere oltre, ma bisogna partire subito con il piano. E’ necessario prima di tutto mettere gli olivicoltori in condizione di produrre -spiega la Cia- agevolando investimenti e innovazioni. In più il ruolo delle Op deve diventare strategico, così come lo sviluppo dei rapporti di filiera attraverso l’Oi. La qualità deve rimanere l’obiettivo dell’olivicoltura italiana, quindi va valorizzata la produzione certificata e portato avanti il progetto per la definizione di un Sistema di qualità nazionale. Resta fondamentale l’educazione e la promozione del prodotto, con un impegno anche istituzionale e non solo degli operatori coinvolti. Positivo anche l’annuncio, nel corso della stessa giornata, della nomina di un commissario straordinario per la gestione dell’emergenza Xylella in Puglia. L’auspicio della Cia è che si tratti di una figura tecnica in grado di velocizzare la realizzazione di tutte le misure da intraprendere a sostegno degli olivicoltori colpiti.

Confagricoltura: “Un Piano urgente per fronteggiare le criticità e nuove sfide" – «Quello olivicolo è un settore di primaria importanza che combatte, da sempre, contro grandi criticità strutturali. A ciò si aggiunga la grave problematica di un’annata condizionata da maltempo e fitopatie, che ha falcidiato la produzione. Serve un piano urgente a sostegno del settore». Lo ha detto il presidente della Federazione Nazionale Olivicola di Confagricoltura Donato Rossi, intervenuto al Tavolo di settore indetto dal ministro per le Politiche agricole Martina. Il rappresentante di Confagricoltura ha concordato con il ministro sulle quattro linee programmatiche da lui indicate: qualificazione del prodotto; miglioramento della strutturazione di filiera; più efficace politica di comunicazione; introduzione di elementi innovativi, guardando ad Expo. «Soprattutto – ha ribadito Rossi nell’incontro – bisogna favorire l’internazionalizzazione, un percorso obbligato per le imprese che troppo spesso è bloccato da appesantimenti burocratici. E bisogna intervenire  sul fronte del credito; non basta la sospensione dei mutui ma occorrono da parte delle banche strumenti finanziari nuovi, che sostengano realmente le imprese. Altrimenti i problemi di indebitamento non verranno risolti ma solo rimandati a nuova scadenza». «Bisogna favorire il passaggio ad un’olivicoltura “da reddito” – ha detto infine Donato Rossi – avviando nuovi impianti olivicoli superintensivi per ottenere un brand competitivo, che rafforzi le quantità e faccia ridurre i costi, restando sempre di ottima qualità».

 

 
   

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