Grottino di Roccanova verso la Doc

Il presidente della Regione, Vito De Filippo, e l’assessore all’Agricoltura, Vincenzo Viti, parteciperanno mercoledì 29 aprile alla pubblica audizione per il riconoscimento della denominazione di origine controllata al vino “Grottino di Roccanova” (ore 11- sede del Comune). Entra, dunque, nel vivo la fase conclusiva dell’iter per il conferimento del prestigioso marchio al vino lucano, già insignito della Igt (Indicazione geografica tipica). All’audizione seguirà  la discussione nel prossimo Comitato nazionale dei Vini, operativo presso il ministero per le Politiche agricole, che dovrà pronunciarsi in merito.
Roccanova rappresenta da sempre zona di produzione storica della Basilicata enologica, anche se con una produzione di nicchia.

Coltivazione antica – Come per il territorio dell’Aglianico, anche nella bassa Val d’Agri la coltivazione dell’uva e la produzione di vino furono introdotte dai primi colonizzatori greci in Lucania (III – IV secolo a.C.). Il vino di Roccanova prende il nome dai tipici locali “grotte”, dove avvengono la conservazione e l’invecchiamento. Solo a Roccanova se ne contano circa 200, sono scavate nel terreno arenario e garantiscono al vino una temperatura costante durante tutto l’anno. Nel 2000 è arrivato il primo riconoscimento con la denominazione Igt, che ne ha sottolineato le grandi caratteristiche di qualità. I terreni collinari, molto fertili e soleggiati, fanno sì che le uve acquistino aromi e caratteristiche uniche. Nel 2007 il Comitato promotore ha presentato al ministero il nuovo disciplinare per la Doc, caratterizzato da parametri produttivi più restrittivi e rigorosi dell’Igt riferiti al controllo della produzione, alle quantità prodotte, al grado alcolico e ad altri parametri chimico-fisici. In pochi anni da una semplice economia di tipo familiare si è passati a tre cantine per una produzione complessiva di 100 mila bottiglie; si stima che il Grottino di Roccanova muova un fatturato di circa 500 mila euro.

Buona qualità – La qualità del vino è stata acclarata dalle attestazioni ricevute in concorsi nazionali quali “Vinitaly” e “Selezione del Sindaco”. Sono tre le Doc già conferite ai vini lucani: l’Aglianico, Val d’Agri e le Colline materane. Con l’analogo riconoscimento al Grottino di Roccanova potrà considerarsi definito il percorso di valorizzazione e di tutela dei territori di eccellenza della Basilicata vocati alla produzione del vino.