Quando la Valdorcia era sinonimo di miseria

“Orcia Miseria, quando campare era un rimedio. Ricette, riti, leggende, cultura di un territorio” a cura di Carlo Cambi, Pacini Editore, Pisa 2004, collana del Parco della Val d’Orcia. La pubblicazione cerca di condensare e raccontare in maniera semplice un territorio e un modo di vivere ormai dimenticato; quello dei mezzadri della Val d’Orcia dagli inizi del ‘900 fino ai primi anni  sessanta. Per mezzo di interviste a persone ultrasettantenni che hanno vissuto e lavorato in campagna e nei piccoli borghi agricoli della valle, sono state raccolte ricette tipiche della zona, aneddoti e vivide esperienze di vissuto. Sono riproposte pietanze e piatti scomparsi in pochi decenni  e quasi dimenticati anche da chi li aveva preparati tante volte per una famiglia numerosa e impegnata nel duro lavoro quotidiano. Il cibo e la festa, spesso  strettamente legati, fanno  rivivere nel libro  i racconti di  balli, di veglie, di scherzi, di giochi; un modo semplice di stare insieme che alleggeriva  un’esistenza di privazioni. La vita dei mezzadri era abitualmente a fatta di espedienti, dal vitto allo svago, fino alla cura dei malanni di uomini e animali e quindi sono stati trascritti anche i semplici medicamenti, preparati con piante e ingredienti locali, capaci di lenire lievi malattie. Accanto ai testi compaiono ritratti di famiglia, scene di matrimoni, lavori nei campi, paesaggi, tutte vecchie foto saltate fuori da buste ingiallite custodite gelosamente, oppure vecchie immagini dell’archivio di Bonifica della Val d’Orcia, capaci di far materializzare un territorio spesso aspro e selvaggio. Immagini che talvolta più dei testi ci fanno partecipi del vivere della gente e del loro  territorio. In modo semplice e spesso giocoso il libro  tratta di questa società scomparsa, di profumi e sapori antichi, di  ambienti  e paesaggi incantati, di miseria e calore umano.

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