In Italia 800mila impianti a fonti rinnovabili, nel 2030 saranno 2 milioni. Gse: serve maggiore ruolo di servizio a operatori e cittadini

«In Italia ci sono circa 800mila impianti a fonti rinnovabili, che nel 2030 arriveranno a circa 2 milioni. Ciò rende necessario, da parte del GSE, implementare il suo ruolo di servizio a operatori e cittadini». Lo ha dichiarato il nuovo amministratore delegato del GSE, Roberto Moneta, nella giornata conclusiva del meeting internazionale Mission Innovation organizzato da RSE, auspicando «una più attenta interlocuzione e un miglior confronto con tutte le controparti del GSE. Investiremo in comunicazione -, ha proseguito l’Amministratore e nella crescita della consapevolezza dei nostri interlocutori». Una consapevolezza che è andata sempre più aumentando. Lo dimostrano, ha concluso Moneta, i numeri relativi alle verifiche. Al 31 ottobre di quest’anno, su 2.400 verifiche effettuate, solo 3 hanno dato esito negativo, mentre nel 2017 su 3.300 sopralluoghi, 364 hanno dato esito negativo.

Dopo Pechino, Nuova Delhi e Malmoe, è stata Roma a ospitare, lo “Smart Grids Innovation Workshop” dal 21 al 23 novembre 2018. L’evento, al quale ha partecipato anche il sottosegretario al Ministero dello Sviluppo economico, Andrea Cioffi, è giunto alla quarta edizione. È stata l’occasione per consolidare la leadership italiana nel settore delle smart grid e rinnovare l’impegno del nostro Paese al raggiungimento degli obiettivi di Mission Innovation nella lotta ai cambiamenti climatici. L’iniziativa è stata organizzata allo scopo di riunire i membri di IC1 (Innovation Challenge 1) per definire le azioni e le strategie future, oltre a fare il punto sui principali risultati dell’attività internazionale congiunta della Innovation Challenge smart grid.

Ad aprire i lavori è stato il presidente del GSE, Francesco Vetrò, che ha sottolineato ai rappresentanti dei Paesi intervenuti a Mission Innovation, l’importanza «di investire nelle smart grid, non come una semplice opzione, ma una imprescindibile necessità e anche una grande opportunità». Riferendosi al sistema energetico nel suo complesso, Vetrò ha spiegato come “ci troviamo di fronte a una vera e propria rivoluzione, per la quale sarà necessario trasformare i possibili punti di criticità in risorse del sistema, abilitando i vari interlocutori ad azioni sempre più smart».