Lattiero-caserio, innovazione e ricerca per lo sviluppo tecnologico delle aziende nell’area del Mediterraneo

Sviluppo dell’attività industriale e nascita di nuove società altamente tecnologiche nell’area del Mediterraneo per la costruzione di nuovi macchinari di processo. E’ questo uno degli obiettivi principali del progetto di ricerca Dainme-Sme che punta sull’innovazione nel settore lattiero-caseario per le piccole e medie imprese del Mediterraneo.

Dainme-Sme – uno dei progetti vincitori dei bandi PRIMA 2018 – per il settore “agro-food value chain”, della durata di 36 mesi con un finanziamento di 2 milioni e 320mila euro (di cui 1 milione e 956mila euro di contributo comunitario) è coordinato dalla Spagna con l’Istituto di Ricerca e Tecnologia Agroalimentari (IRTA). Fra le altre unità di ricerca, sempre per la Spagna Unión de Productores de Caprino e la Ekonek S.L. L’Italia è presente nel progetto con Alimenta Srl e con Spread European Safety Geie (SPES); quindi la Francia con APEXAGRI; la Turchia con EGE University e Enka Süt Ve Gida Mamülleri Sanayi Ve Ticaret A.s, SÜT OFIS; la Tunisia con Centre Technique Agroalimentaire TUNISIAN (CTAA) e l’Egitto con Food and Agro Industries Technology Center (FAITC).
Il mercato dei prodotti lattiero-caseari nei Paesi del Mediterraneo è sostanzialmente diverso dai Paesi del Nord Europa e dell’Est. Il latte vaccino, infatti, viene principalmente trasformato in latte UHT e in latte fermentato e la maggior parte della produzione di altri ruminanti (principalmente ovino, ma anche capra e bufala), viene trasformata in formaggio (Manchego, Pecorino, Beyaz Peynir, Mozzarella, Feta).

Il settore lattiero-caseario è molto importante per l’economia delle aree rurali e per il mantenimento della biodiversità. I prodotti sono una parte importante della dieta mediterranea, con alti livelli nutrizionali di proteine. Tuttavia, la mancanza di un’adeguata valorizzazione delle proteine del siero di latte rappresenta un gap importante per le aziende. La valorizzazione del latte e del siero per volumi “piccoli” (ad esempio 100 m3/giorno), è molto complessa, in quanto occorrono volumi elevati (1.000 m3/giorno), per ammortizzare gli investimenti necessari in attrezzature. Il frazionamento proteico per il latte di capra e pecora non è completamente sviluppato e uno degli obiettivi del Progetto è fare un passo avanti in questa tecnologia.

L’obiettivo del progetto è migliorare l’economia circolare delle PMI del settore lattiero-caseario, nei Paesi del Mediterraneo. Le soluzioni proposte puntano a risolvere problemi soprattutto per i piccoli trasformatori attraverso l’introduzione di tecnologie innovative e lo sviluppo di nuovi prodotti caseari.

Queste tecnologie sono già utilizzate in altri settori alimentari (come la mangimistica), con risultati affidabili. Uno degli obiettivi principali è la valorizzazione del latte, soprattutto da ruminanti al pascolo (caprini e ovini) e dei sottoprodotti dei caseifici, attraverso la separazione delle preziose frazioni proteiche o attraverso la loro trasformazione in alimenti freschi. Ulteriore obiettivo è la trasformazione del siero di latte destinato alla mangimistica o come rifiuto (in alcuni Paesi, direttamente nei fiumi) in prodotti di alta qualità nutrizionale per l’alimentazione umana come le polveri da latte e ingredienti chiave nell’alimentazione dei bambini. Infine, obiettivo non secondario è la validazione di nuove tecnologie di trasformazione alimentare, che miglioreranno la sostenibilità e il prodotto di qualità finale, rispetto ai processi attuali.

Fra i risultati attesi dal progetto: queste nuove attrezzature per la concentrazione delle proteine del siero del latte favoriranno la transizione delle attività di impresa tradizionali verso tecnologie più avanzate, con l’obiettivo di diversificare il reddito per i piccoli caseifici e aumentare il benessere economico nelle zone rurali. Sviluppo e produzione di polveri da latte dall’alto valore economico, realizzate dalle PMI nelle zone rurali.

Speciale PROGRAMMA PRIMA

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