Risorse idriche nei Paesi del Mediterraneo. Il progetto di ricerca Swatch (coordinato dall’Italia) per ottimizzare le infrastrutture per l’agricoltura

Un uso efficiente dei bacini idrici semi aridi del Mediterraneo e nei sistemi agrosilvopastorali. E’ questo l’obiettivo di Swatch –  progetto vincitore dei bandi PRIMA 2018 per il settore “water management” – della durata di 36 mesi (ha preso il via dal 1 marzo 2019) con un finanziamento di 1 milione e 390mila euro e coordinato dall’Italia con l’Università di Cagliari con la partecipazione italiana dell’Ente Acque della Sardegna (ENAS) e dell’Agenzia forestale regionale per lo sviluppo del territorio e dell’ambiente della Sardegna. Fra le altre unità di ricerca INRA Bordeaux Sciences Agro UMR 139 (Francia); The Cyprus Institute (Cipro); Universitat Politècnica de València e Conselleria de Agricultura, Medio Ambiente, Cambio Climático y Desarrollo Rural (Spagna); University of Tunis El Manar (Tunisia); Ain Shams University (Egitto); Ecole Nationale Supérieure d’Hydraulique (Algeria).

Le regioni Mediterranee sono soggette ad una grande varietà di tipologie climatiche che spaziano dai climi più aridi a quelli semi aridi. In quest’area sono state identificate nove regioni che si caratterizzano per differenti valori di precipitazione annua e differenti percentuali di precipitazione durante il periodo estivo. La carenza della risorsa idrica evidenzia la necessità di un’attenta pianificazione e gestione delle risorse idriche in queste regioni.

L’obiettivo generale del progetto Swatch – spiegano i ricercatori – prevede lo sviluppo e l’utilizzo di metodologie innovative per aumentare l’efficienza nell’utilizzo della risorsa idrica degli ecosistemi caratterizzati dal bioma (complesso di vegetali con assetto stabile su di una vasta area geografica) Mediterraneo, le tipologie climatiche aride e le aree caratterizzate da condizioni climatiche estreme.

Il progetto si incentra su un insieme eterogeneo di ecosistemi caratterizzati da siccità stagionale, che abbracciano un ampio raggio di precipitazioni medie annue (da 35 a 935 mm annui) lungo tutto il bioma mediterraneo. I casi studio esamineranno il bacino mediterraneo da ovest a est e da nord a sud al fine di sviluppare, identificare e confrontare le strategie di gestione e pianificazione delle risorse idriche per contrastare le condizioni climatiche nella regione del Mediterraneo. Il progetto vuole anche ottimizzare le infrastrutture idriche (serbatoi, depositi, progettazione di pozzi) e gli usi (irrigazione, allevamento, attività domestiche e industriali). Tra gli obiettivi di Swatch, c’è quello di sviluppare tecniche innovative per una migliore stima dell’evapotraspirazione, combinando a tal fine le stime di evapotraspirazione ottenute dalle misure basate sulla tecnica “eddy covariance” e le stime di traspirazione ottenute dalle misure del flusso linfatico sia sulle radici che sui tronchi. Infine, Swatch vuole costituire un sistema di monitoraggio transnazionale dei fiumi del Mediterraneo per condividere dati e informazioni.

Il progetto avrà degli impatti positivi sia tipo economico che sociale. Sarà significativo – evidenziano i ricercatori – il contributo per lo sviluppo e la sostenibilità delle pratiche agricole grazie all’accrescimento dell’efficienza degli stessi sistemi agricoli e la riduzione dei costi superflui. Gli attori coinvolti e le autorità avranno un ruolo chiave nel progetto, saranno informati sui risultati ottenuti e avranno il compito di definire le nuove strategie di pianificazione e gestione della risorsa idriche per condizioni climatiche attuali e per scenari climatici futuri.

Speciale PROGRAMMA PRIMA

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