Biofortificazioni di grani tipici del Mediterraneo. Progetto Boomerang promuove sistema agroalimentare sostenibile e la biodiversità

Valorizzare e migliorare la qualità dei cereali del Mediterraneo attraverso nuove strategie di biofortificazione (ovvero un metodo utilizzato per incrementare la qualità nutrizionale delle piante commestibili) per ottenere grani arricchiti in micronutrienti, consentendo ai produttori di offrire alimenti ad elevato valore aggiunto con soluzioni sostenibili.

E’ questa in sintesi la missione del progetto Boomerang –  fra i progetti italiani vincitori dei bandi PRIMA 2018 – che prenderà il via il prossimo 1 giugno (durata di 36 mesi) per un costo complessivo di 1 milione e 300mila euro.

Il progetto ha un coordinamento spagnolo con l’Università autonoma di Barcellona (UAB Barcelona) e sette paesi partecipanti (Italia, Algeria, Germania, Egitto, Tunisia e Turchia, oltre alla Spagna) con un totale di undici unità di ricerca. Due di queste sono italiane: il Centro di Eccellenza per la Ricerca sulla Birra (CERB), Università degli Studi di Perugia ed il Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo (CNR ISAFOM SS Catania).

Con Boomerang viene messa atto una strategia integrata per sfruttare il miglior rapporto costo-beneficio con l’obiettivo di per ottenere la selezione delle varietà locali più promettenti e analizzare l’effetto delle tecniche agronomiche e delle tecnologie di trasformazione.

«Con il progetto Boomerang – spiega Ombretta Marconi, responsabile scientifico del CERB, Università di Perugia – si vuole dare una risposta alla domanda alimentare in crescita e contemporaneamente alla carenza nell’assunzione dei minerali della popolazione nel Mediterraneo, attraverso lo sviluppo di nuovi alimenti funzionali che utilizzino come materie prime dei cereali biofortificati arricchiti in microelementi».

Un altro risultato importante è quello di «sostenere l’economia locale attraverso lo sviluppo di nuovi prodotti basati su ricette tradizionali e la promozione della produzione agricola sostenibile. Inoltre – continua Marconi – favorire lo sviluppo di nuovi strumenti per dimostrare la qualità e l’autenticità delle materie prime e dei prodotti».

Il progetto contribuirà anche ad incrementare posti di lavoro e a sostenere le economie rurali e urbane locali, in un settore strategico per lo sviluppo in tutto il bacino del Mediterraneo come quello dell’agroalimentare.

Scheda tecnica –  Alcuni suoli dell’area mediterranea sono carenti in minerali, quali selenio, ferro e zinco; tali carenze si ripercuotono sulla qualità delle produzioni agrarie e sulla salute delle persone e saranno limitate proprio attraverso la biofortificazione dei cereali.

L’obiettivo finale del progetto è aumentare il contenuto di ferro (Fe), zinco (Zn) e selenio (Se) (50-75%) sui cereali bioforticati, per coprire almeno il 20% del Recommended Daily Intake (RDI) della popolazione di una regione con una pressione demografica continua e crescente e affrontare la prevalenza di obesità e malattie croniche legate all’alimentazione.

La biofortificazione dei cereali sarà ottenuta grazie ad una combinazione di tecniche tradizionali e innovative. Da una parte, c’è il concetto già noto “dal suolo al seme” che sarà incentrato sulla selezione delle varietà locali più promettenti del panorama vegetale locale per testare l’effetto delle tecniche agronomiche sull’arricchimento in Se, Fe e Zn dei cereali ottenuti attraverso tecniche di concimazione fogliare. Oltre a ciò, sarà utilizzato il processo di maltazione per incrementare il contenuto dei minerali di interesse, sfruttando i cambiamenti biochimici che avvengono durante la fase di germinazione recentemente usata come efficiente metodo per migliorare il contenuto di componenti funzionali nei cereali tramite l’accumulo di alcuni metaboliti secondari, come ad esempio vitamine, composti fenolici, e acido γ-ammino-butirrico (GABA). Inoltre, recenti studi hanno dimostrato che i cereali durante la germinazione sono in grado di assorbire minerali da sali disciolti nell’acqua di macerazione. Altri studi dimostrano anche come l’applicazione di alte pressioni idrostatiche (HPP) induca in modo significativo l’accumulo di micronutrienti e possa favorire l’assorbimento e la biodisponibilità dei minerali.

Work packages di sviluppo del progetto Il progetto si svilupperà su otto work packages (WPs). La biofortificazione dei cereali (WPs 1, 2 e 3) e la valutazione sia della loro composizione che dell’effetto esercitato sul miglioramento della salute (WPs 4, 5) forniranno le informazioni necessarie a sviluppare nuovi prodotti legati alla tradizione locale, ma biofortificati in micronutrienti (WP6). I WPs 7 “Management” e 8 “Disseminazione” garantiranno il corretto sviluppo del Progetto e assicureranno l’ampia diffusione dei risultati ottenuti agli operatori del settore.

Speciale PROGRAMMA PRIMA

Link POI – PRIMA Observatory on Innovation